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Per quali progetti va richiesto il CUP

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  • 1. Si può richiedere il CUP anche per i progetti d'investimento pubblico di cui non si conoscano ancora le caratteristiche della copertura finanziaria?

    Sì, il soggetto responsabile ha facoltà di registrare il corredo informativo del progetto anche in mancanza delle informazioni di tipo finanziario, ottenendo il cosiddetto CUP provvisorio che verrà successivamente completato con l'inserimento di dette informazioni. La stringa alfanumerica del CUP completo differisce da quella del CUP provvisorio solo per l’ultimo carattere, che per quest’ultimo è sempre 0 (al contrario, per tutti i CUP completi l’ultimo carattere non è mai 0).

    La registrazione con il CUP provvisorio non comporta necessariamente la pubblicità dei dati immessi che, se richiesto, possono restare accessibili alla sola Amministrazione che ha provveduto alla registrazione.

    Per ragioni pratiche si consiglia tuttavia di non indicare il CUP provvisorio nei documenti ufficiali e di attendere a tal fine l’assegnazione del CUP definitivo.


  • 2. Che si intende per "progetto di investimento pubblico"?

    Ai fini del sistema CUP, si definisce "progetto d'investimento pubblico" un complesso di azioni o di strumenti di sostegno, afferenti ad un medesimo quadro economico* di spesa e collegati fra loro da quattro elementi:

    • - deve essere presente un decisore pubblico;
    • - deve essere previsto un finanziamento con risorse pubbliche - almeno parziale, anche se minimo, diretto o indiretto;
    • - le azioni o gli strumenti di sostegno suddetti devono avere un comune obiettivo di sviluppo economico e sociale;
    • - deve essere specificato un tempo entro il quale l'obiettivo va raggiunto.

    Di norma il quadro economico del progetto è riportato nel provvedimento amministrativo che approva la realizzazione del progetto. In genere il quadro economico corrisponde, nel caso di lavori pubblici, a quanto riportato nel piano annuale approvato dall'Amministrazione; nel caso di aiuti, il quadro economico corrisponde a quanto indicato nella graduatoria relativamente alla singola decisione dell'ente che eroga il contributo.
    Per risorse pubbliche si intendono "… risorse provenienti da bilanci di enti pubblici (amministrazioni centrali, regionali, locali, altri enti pubblici) o di società partecipate, direttamente o indirettamente, da capitale pubblico …" (delibera CIPE n. 143/2002, allegato A1.1). La delibera CIPE n. 34/2009 ha specificato che il CUP deve essere richiesto anche per lavori pubblici realizzati con operazioni di finanza di progetto pure, ovvero non assistite da capitale pubblico.


  • 3. Per quali tipologie di progetti va richiesto il CUP?

    Per tutti i progetti d’investimento pubblico (FAQ 2) e per lavori pubblici realizzati con operazioni di finanza di progetto pure, ovvero non assistite da capitale pubblico (delibera CIPE n. 34/2009). Più in particolare per:

    • - lavori pubblici (opere pubbliche), finanziati direttamente o indirettamente, in tutto o in parte, con risorse pubbliche;
    • - interventi finalizzati al risanamento o allo sviluppo economico che facciano capo ad una decisione di spesa pubblica, fra cui, quindi, incentivi industriali, programmi di formazione e di ricerca, spese per l'innovazione e per la riorganizzazione della pubblica Amministrazione.

  • 4. Occorre chiedere il CUP solo in presenza di spese in conto capitale o anche di spese correnti?

    Ai fini dell'obbligatorietà della richiesta del CUP è determinante non la tipologia contabile delle spese (correnti/in conto capitale) ma la loro riconducibilità ad un progetto d'investimento pubblico come definito faq n. 2

    Un progetto d'investimento pubblico, infatti, non comprende solo spese in conto capitale e, viceversa, una spesa in conto capitale non è necessariamente un progetto d'investimento pubblico (o non fa parte necessariamente di un progetto d'investimento pubblico). Ad esempio:

    • - un progetto d'investimento pubblico costituito dalla costruzione di una strada comprende anche il compenso ai progettisti, ed il loro costo, che è tipicamente una spesa corrente, rientra nel relativo progetto d'investimento;
    • - l'acquisto di un computer per aggiornare la dotazione di un ufficio è una spesa in conto capitale, ma può non rientrare in un progetto d'investimento. L'acquisto dello stesso computer nel quadro dell'automazione degli uffici di un comune è invece certamente parte di un progetto d'investimento, costituito dalla citata automazione.

  • 5. Qual è l'ambito territoriale di applicazione del sistema CUP?

    Il CUP va richiesto per tutti i progetti d'investimento pubblico (FAQ n. 2) che siano realizzati sull'intero territorio nazionale. Possono essere altresì registrati al Sistema anche i progetti d'investimento realizzati in territorio estero con apporto di risorse pubbliche nazionali.


  • 6. I progetti d'investimento pubblico, che hanno ad oggetto interventi di manutenzione ordinaria, devono dotarsi di CUP?

    Non c'è obbligo di registrare i progetti di manutenzione ordinaria nel sistema CUP. E’ opportuno, tuttavia, che gli interventi soggetti a comunicazione ai sensi della legge n.109/1994 (cioè forniti di Codice Unico d'Intervento, CUI, o di Codice Identificativo di Gara, CIG) siano registrati per favorire il dialogo del Sistema CUP con la banca dati dell’Osservatorio dei lavori pubblici.


  • 7. Nel caso di progetti d'investimento pubblico consistenti in opere di urbanizzazione realizzati, anche in parte, a scomputo di oneri di concessione, è necessario richiedere il CUP? Chi deve richiederlo?

    Il CUP deve essere richiesto poiché si tratta di progetti che, sebbene finanziati direttamente da soggetti privati, implicano comunque il coinvolgimento di risorse pubbliche in quanto comportano un mancato introito per l'Amministrazione.
    La responsabilità della richiesta del codice ricade sull'Amministrazione concedente che in sostanza affida direttamente l'esecuzione dei lavori al soggetto che li deve eseguire sulla base della concessione. Qualora però, per la realizzazione di dette opere, si debba ricorrere a procedure di gara ed evidenza pubblica, la responsabilità della richiesta del CUP è in testa alla stazione appaltante, che può anche essere il soggetto privato.


  • 8. Chi deve chiedere il CUP e come deve essere classificato un progetto in caso di partecipazione azionaria e/o conferimento di capitali?

    La partecipazione ad un aumento di capitale può:

    • 1. costituire un aiuto, e allora il CUP deve essere richiesto dall'azionista, che classificherà il progetto come "incentivi alle unità produttive";
    • 2. altrimenti il progetto va classificato come "partecipazione", e il codice deve essere richiesto sempre dall'azionista;
    • 3. oppure il codice non va richiesto - in quanto si tratta di un trasferimento di risorse: è il caso in cui si sa che dette risorse finanziarie sono specificatamente ed esplicitamente destinate ad un ben definito progetto d'investimento (e quindi il CUP sarà richiesto dalla partecipata al momento in cui deciderà di realizzare il progetto d'investimento in questione).

    Di seguito si riportano alcuni esempi:

    • a) Partecipazioni, anche se temporanee, al capitale di imprese per favorire nuovi investimenti: il codice va richiesto da parte dell'azionista e il progetto va classificato come "aiuto", come da esempio ("incentivi alle unità produttive" utilizzato per ampliare una fabbrica):
      • Natura: incentivi alle unità produttive
      • Tipologia: ampliamento (esempio)
      • Settore: OPERE, IMPIANTI e ATTREZZATURE PER ATTIVITA' PRODUTTIVE E LA RICERCA (esempio)
      • Sottosettore: OPERE, IMPIANTI e ATTREZZATURE PER ATTIVITA' INDUSTRIALI E L'ARTIGIANATO (esempio)
      • Categoria: IMPIANTI, MACCHINARI e ANNESSE OPERE MURARIE (esempio)
      • Settore del beneficiario: attività manifatturiere (esempio)
    • b) Partecipazione da parte delle CCIAA in aziende strumentali: il codice deve essere richiesto da parte della CCIAA, e cioè dell'azionista, ed il progetto va classificato come "partecipazioni azionarie e conferimenti di capitale", come da esempio che segue ("partecipazione azionaria" al capitale di un'azienda che gestisce un aeroporto):
      • Natura: partecipazioni azionarie e conferimenti di capitale
      • Tipologia: partecipazioni azionarie (esempio)
      • Settore: INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO (esempio)
      • Sottosettore: AEROPORTUALI (esempio)
      • Categoria: AEROSTAZIONI (esempio)
      • Settore del beneficiario: trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (esempio)
    • c)aumento di capitale di RFI da parte di FS: il codice non va richiesto, in quanto si tratta di un trasferimento di risorse finanziarie: il codice va richiesto per il progetto per la cui realizzazione RFI utilizza queste risorse.

  • 9. Nel caso di realizzazione/acquisto di servizi, quando è obbligatorio richiedere il CUP?

    E’ obbligatorio richiedere il CUP se la realizzazione o l'acquisto di un servizio presenta obiettivi di sviluppo nell’ambito di un progetto d’investimento pubblico.

    Non devono, pertanto, essere registrati al Sistema gli interventi o le azioni rientranti, ad esempio, nella gestione corrente di un Ente, come i contratti di affidamento della gestione di una mensa scolastica o della pulizia degli uffici comunali, o i servizi di trasporto o assistenza (alunni, disabili, anziani, ecc.), di raccolta e trasporto rifiuti urbani, di riscossione imposte e tributi.

    Al contrario, costituiscono progetti di sviluppo, ad esempio, quelli di ricerca, formazione, progettazione, ecc..
    In conclusione, non è l'affidamento di un incarico che determina in sé l'esistenza di un progetto di investimento pubblico (per cui si deve chiedere il CUP), quanto le caratteristiche proprie del servizio, che può o meno costituire un progetto d'investimento pubblico (FAQ n. 2), indipendentemente dalle modalità di acquisizione e /o di svolgimento.

    Peraltro, il CUP va comunque richiesto - eventualmente anche nei casi suddetti - se fra le fonti di finanziamento sono compresi fondi comunitari.


  • 10. Chi deve richiedere il CUP in caso di finanziamenti e / o contributi erogati a soggetti privati (diversi da "unità produttive")?

    Come si evince dalla delibera 151/2006, punto 2, all. 1, nel caso di contributi erogati a soggetti privati - costituiti, ad esempio, sotto forma di Associazioni o Comitati -, la richiesta del Codice Unico di Progetto spetta in genere all'Ente responsabile della concessione del finanziamento pubblico, che classificherà il progetto con la natura "concessione di contributi ad altri soggetti (diversi da unità produttive)".

    Nel caso l'evento in questione sia molto rilevante, e sia realizzato ricorrendo a diverse fonti pubbliche di finanziamento (con risorse cioè di altri Enti pubblici, oltre al contributo di cui trattasi), il progetto d'investimento è costituito dalla realizzazione dell'evento stesso e non dalla concessione del contributo: quindi sarà registrato al Sistema CUP dal soggetto che realizza l'evento, che lo classificherà con la natura "realizzazione e acquisto di servizi".

    Laddove, infine, un ente pubblico decida di acquistare, da un privato, un servizio per finalità di sviluppo economico e/o sociale (ad es. la realizzazione di uno studio di settore) il CUP dovrà essere richiesto dall'ente che acquista il servizio, che classificherà il progetto con la natura "realizzazione e acquisto di servizi".


  • 11. Nel caso di lavori pubblici, è necessario richiedere un nuovo CUP al sopraggiungere di una variante in corso d'opera?

    In generale, non deve essere richiesto un nuovo CUP in quanto il progetto rimane il medesimo pur variando la previsione di costo e, eventualmente, alcuni altri elementi del corredo informativo (variazioni cui il Sistema CUP, che registra le informazioni disponili all'atto della nascita di nuovi progetti, non è interessato).

    Fanno eccezione le varianti il cui costo supera il quinto dell'importo complessivo originario - comprensivo quindi del ribasso d'asta - di un contratto ("quinto d'obbligo" o "sesto quinto"): in tali casi la stazione appaltante è tenuta a richiedere un nuovo CUP, evidenziando nel campo "altre informazioni" il legame con il CUP del progetto originario, e registrando come suo costo l'incremento dell'importo iniziale.


  • 12. Settori dello sport e della cultura: quando è necessario richiedere il CUP?

    Anche nel caso di eventi culturali o sportivi é necessario valutare se le attività in esame costituiscono o meno un "progetto d'investimento pubblico" (per il quale è obbligatorio richiedere il CUP, FAQ n. 2). Un evento culturale (come ad esempio una mostra) o sportivo (come una gara ciclistica) può essere un progetto d’investimento pubblico se si pone obiettivi di sviluppo sociale, favorendo, ad esempio, con la sua presenza lo sviluppo turistico della zona.

    Se, invece, le attività rivolte al settore culturale o sportivo sono relative o di supporto alla gestione ordinaria (per esempio, l'acquisto dei servizi di pulizia di un museo per un anno) non si deve richiedere il CUP.


  • 13. Nel caso di istituzione di fondi garanzia, secondo quali logiche deve essere generato il CUP?

    Nel caso di fondi di garanzia istituiti a sostegno delle imprese, il CUP deve essere generato all'atto della creazione del fondo (prima del versamento) e ad ogni versamento integrativo.
    I CUP generati per i suddetti incrementi devono essere collegati con lo strumento del Master al primo codice generato per lo stesso fondo.
    Quando invece un fondo operi a sostegno delle imprese dando, per esempio, contributi per l'abbattimento degli interessi, si rientra in casi di "concessione di contributi alle unità produttive" e il CUP dovrà essere generato in corrispondenza dell'iniziativa di aiuto al singolo beneficiario.


  • 14. Nel caso di programmi di assistenza tecnica, secondo quali logiche deve essere generato il CUP?

    Nel caso di programmi di assistenza tecnica, istituiti dalle Regioni, possono verificarsi i seguenti casi:

    • - il programma finanzia dei progetti, ciascuno dei quali avrà il proprio CUP
    • - parte delle risorse finanziarie previste da ciascun programma è utilizzata per il compenso a personale (interno o esterno) impegnato nell'attività di assistenza tecnica: a fronte di queste risorse deve essere generato un unico CUP (unico per programma) che evidenzierà come finanziamento/costo l'importo delle risorse del programma utilizzate a questo scopo.

  • 15. Nel caso di voucher formativi individuali, qual'è la procedura da seguire per la richiesta del CUP?

    Nel caso di concessione di voucher formativi individuali, sono previste due diverse modalità di registrazione a seconda se i voucher individuali fanno riferimento o meno ad un unico corso di formazione, in particolare:

    • a. più voucher rappresentano un unico "progetto d'investimento pubblico" se tutti i voucher fanno riferimento ad un unico corso di formazione; in questo caso, il CUP va richiesto per il corso di formazione e quindi per il suddetto insieme di voucher;
    • b. altrimenti, ogni singolo voucher costituisce un diverso progetto, per il quale va richiesto uno specifico CUP.

    Pertanto non è possibile richiedere un solo CUP nel caso si faccia riferimento a più voucher individuali spesi in più corsi/enti di formazione.

  • 16. Le misure in deroga di sostegno al reddito e degli interventi anticrisi rientrano nell’ambito di applicazione del CUP? Quali sono le modalità di richiesta del codice in tali casi?

    Sì, ma solo nel caso in cui gli interventi previsti da tali misure siano finanziati, anche pro quota, utilizzando il Fondo Sociale Europeo.

    In questi casi si può anche generare un CUP Cumulativo riferito allo specifico atto amministrativo che contiene la decisione1 di finanziare un elenco di beneficiari, intesi come persone fisiche destinatarie del contributo.
    Si chiarisce che, per il monitoraggio degli interventi finanziati con il Fondo Sociale Europeo nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013, nel caso sia stato generato un CUP cumulativo, occorre fornire al sistema IGRUE questo codice corredato con i nominativi dei singoli beneficiari.

    La decisione può consistere nella identificazione di una graduatoria dei beneficiari da parte dell’organismo che paga i contributi alle singole persone.
     
     
  • 17. Come CUPare gli interventi inseriti negli elenchi annuali dei lavori pubblici, qualora questi presentino voci di programmazione non puntuale

    Come stabilito dall’art. 13 del Nuovo Regolamento Appalti (Dpr 207/2010), gli elenchi annuali dei lavori da avviare nell’anno successivo dovranno riportare l’indicazione del Codice Unico di Progetto.

    La procedura per la richiesta del CUP è quella usuale quando i suddetti lavori consistano in progetti già ben definiti. Qualora invece consistano in appostazioni generiche, relative cioè non a uno specifico progetto ma a un insieme di più interventi, raggruppati in “categorie” progettuali (ad es. “manutenzione straordinaria delle scuole elementari”), per scegliere le modalità di richiesta del CUP occorre individuare il contesto amministrativo/procedurale in cui tali interventi saranno poi messi in atto; pertanto:
    a)     se è previsto l’affidamento della realizzazione dei lavori tramite un “contratto aperto”, può essere richiesto un unico CUP, che sarà valido per tutti i singoli interventi realizzativi,
    b)     se, invece, è comunque prevista una successiva decisione amministrativa (es. determina dirigenziale), che meglio definisce e circoscrive i progetti – man mano che si determinano le condizioni necessarie alla loro realizzazione – occorre comunque generare un CUP da riportare nell’Elenco Annuale, e poi revocarlo non appena sarà approvato il primo progetto “specifico”, per il quale dovrà essere generato un nuovo CUP, così come per gli altri che verranno individuati successivamente (ciascun progetto alla fine dovrà avere il proprio codice specifico).

    Nel caso b) si suggerisce che – all’atto delle generazione dei CUP relativi ai progetti “specifici” - sia indicato, nel campo “altro” della III maschera di generazione del codice, il codice “revocato”, presente nel piano annuale.  

     

  • 18. Come si differenzia la spesa di sviluppo dalla spesa di gestione?

    L’obiettivo di questa nota è presentare alcune riflessioni su cosa si intende con “interventi di gestione” e con “interventi di sviluppo”, ai fini dell’applicazione delle leggi n. 3/2003 e, anche, n. 136/2010 (come modificata dalla legge 217/2010), presentando alcuni esempi dei primi e dei secondi.
     
    1. Una prima riflessione rilevante va centrata sul fatto che la distinzione suddetta deve tener presente che:

    -          un intervento di sviluppo, cioè un “progetto di investimento pubblico”, può comprendere anche “spese di gestione” o “spese di parte corrente” (esempio: compensi a personale)
    -          e un intervento di gestione o di funzionamento può comprendere anche “spese in conto capitale” (esempio: sostituzione di un computer per rottura del disco fisso).
    Quindi occorre sempre “osservare” non tanto la spesa ma il suo obiettivo, il contesto in cui si inquadra, e desumere se detta spesa costituisce, o fa parte, di un progetto di investimento pubblico. E, quindi, se va indicato il CUP sui documenti ad essa relativi.
      
    2. Per l’area dello sviluppo, l’iniziale definizione CIPE di “progetto di investimento pubblico” (di cui alle delibere n. 143/2002 e n. 34/2010) ha subito delle integrazioni, per cui attualmente l’obbligo di richiesta e uso del CUP è esteso, ad esempio, anche ai seguenti casi:
     
    -          quando le risorse finanziarie derivino anche da concessioni (esempio: lavori pubblici realizzati con operazioni di finanza di progetto pura)
    -          quando le attività di ricerca svolte da Università e Istituti di ricerca siano finanziate, anche integralmente, da privati o quando la formazione interessi persone non iscritte ai corsi di laurea, o siano finanziate o cofinanziate con fondi UE.
     
    Le spese che rientrano nell’area dello sviluppo sono quindi quelle che:
     
    -          in genere, fanno capo a progetti di investimento pubblico
    -          in particolare, ad esempio:
     
    a.       apportano miglioramenti funzionali o strutturali all’Ente che ha deciso di realizzarli e alla sua capacità di produrre servizi;
    b.       aumentano il patrimonio dell’Ente interessato o del Paese;
    c.       sono finanziate con risorse comunitarie o con fondi FAS;
    d.       sono realizzate con risorse finanziarie derivanti da concessioni (esempio: lavori pubblici realizzati con operazioni di finanza di progetto “pura”).

    Le spese che rientrano nell’area della gestione sono quelle occorrenti a consentire il funzionamento “ordinario” dell’Ente e che non rientrano in “progetti di investimento pubblico”.
      
    Alcuni esempi di “spesa di sviluppo”
     
    Di seguito un elenco esemplificativo di spese che in genere rientrano in progetti di investimento pubblico, o costituiscono progetti di investimento pubblico:
     
    -          acquisizione di terreni (esclusi i trasferimenti fra Enti)
    -          acquisizione, realizzazione e manutenzione straordinaria di infrastrutture scolastiche
    -          acquisizione, realizzazione e manutenzione straordinaria di infrastrutture telematiche
    -          acquisizione, realizzazione e manutenzione straordinaria di impianti sportivi
    -          acquisizione, realizzazione e manutenzione straordinaria di opere di bonifica ambientale e di sistemazione di verde pubblico
    -          acquisizione, realizzazione e manutenzione straordinaria di opere di urbanizzazione, primaria e secondaria, realizzate a scomputo
    -          acquisizione e manutenzione straordinaria di macchinari e attrezzature tecnico scientifiche
    -          acquisizione e manutenzione straordinaria di impianti e attrezzature
    -          acquisizione e manutenzione straordinaria di hardware
    -          acquisizione, realizzazione e manutenzione straordinaria di software, ivi compreso quello relativo alla firma digitale
    -          acquisizione e manutenzione straordinaria di mezzi di trasporto
    -          acquisizione e manutenzione straordinaria di mobili e arredi, comprese tende e simili
    -          acquisizione e manutenzione straordinaria di dotazioni scolastiche (tipo lavagne multimediali, strumenti musicali ecc)
    -          acquisizione di opere artistiche
    -          acquisizione di opere d’ingegno, brevetti, diritti d’autore e diritti reali di godimento
    -          acquisizione e mantenimento di certificazioni ISO
    -          acquisto di partecipazioni azionarie e conferimenti di capitale in imprese pubbliche o private
    -          corsi di formazione esternalizzata
    -          spese per l’organizzazione manifestazioni e convegni (con finalità di sviluppo)
    -          studi, consulenze e indagini finalizzate alla realizzazione di un progetto d’investimento.
     
    Alcuni esempi di spese di gestione
     
    Di seguito un elenco esemplificativo di spese che in genere non rientrano in progetti di investimento pubblico:
    -          acquisto di buoni pasto o del servizio mensa
    -          acquisto di cancelleria
    -          acquisto giornali, riviste e pubblicazioni (queste ultime se non rientranti fra i costi di un progetto di sviluppo)
    -          acquisto di materiale di consumo, ad esempio per le pulizie, carburanti e lubrificanti
    -          acquisto di servizi di pulizia, di gestione calore, di smaltimento rifiuti, di traslochi e di facchinaggio
    -          acquisto di servizi di gestione di tesoreria, di copertura assicurativa
    -          acquisto di servizi per il trasporto di alunni o di persone disabili
    -          acquisto di servizi di assistenza tecnica (quando non finanziati con fondi comunitari o con fondi FAS)
    -          acquisto beni per elezioni o referendum
    -          pagamento di utenze, spese postali, imposte e tasse
    -          spese di rappresentanza
    -          spese per organizzazione di manifestazioni o convegni rientranti nell’attività istituzionale dell’Ente, non facenti capo a progetti di sviluppo e comunque non finanziate con fondi comunitari
    -          interventi assistenziali
    -          spese per spacci aziendali, convenzioni con centri sportivi o culturali
    -          spese per indennità per cause di servizio o situazioni di bisogno
    -          pubblicità (solo se finalizzata a far conoscere l’attività istituzionale dell’Ente e non collegata a uno specifico progetto di investimento pubblico)
    -          compensi per commissioni di concorso (se non rientranti fra i costi di un progetto di investimento pubblico)
    -          spese di missione (se non rientranti fra i costi di un progetto di investimento pubblico)
    -          spese per studi, consulenze e indagini finalizzati ad attività di supporto dei compiti assegnati istituzionalmente all’Ente (salvo il caso di spese connesse ad attività di miglioramento delle prestazioni o di innovazione di processi o prodotti)
    -          manutenzione ordinaria di immobili[1 ,automezzi (compreso il cambio gomme), macchinari, attrezzature tecnico scientifiche
    -          noleggi, locazioni e simili (se non rientranti fra i costi di un progetto di investimento pubblico)
    -          spese per patrocinio legale (se non rientranti fra i costi di un progetto di investimento pubblico)
    -          attività part time a favore degli studenti (ex legge 390/91)
    -          spese per iniziative e attività culturali gestite dagli studenti (se non finalizzate ad uno specifico progetto di sviluppo)
    -          programmi di mobilità e scambi culturali relativi agli studenti.


    1 Per la manutenzione ordinaria di immobili il sistema CUP è comunque in grado di rilasciare un codice, se l’utente è interessato a richiederlo. Non si tratta di spesa di sviluppo, e quindi non c’è obbligo di richiesta e di uso del CUP.

     


 

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