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FAQ

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  • 1. Area: Camere di Commercio

    Il CUP deve essere richiesto:

    • - per i lavori pubblici: entro il momento dell'emissione dei provvedimenti amministrativi che ne determinano il finanziamento pubblico, o che, nel caso di finanziamento pubblico indiretto, autorizzano l'esecuzione del progetto;
    • - per gli incentivi, i contributi e le altre forme d'intervento: al momento dell'approvazione dei provvedimenti amministrativi di concessione o di decisione dell'erogazione, in cui vengono individuati i beneficiari e gli importi. 

    Di seguito si riportano alcuni esempi:


    Incentivi
    : la richiesta del CUP deve essere fatta al momento in cui viene pubblicata la graduatoria con l'individuazione dei soggetti beneficiari. Nell'ipotesi in cui sia successivamente rendicontato per una singola impresa un importo minore di quello registrato, e si sia già generato il CUP indicando l'importo iniziale, non si deve richiedere la modifica del corredo informativo del codice in quanto quest'ultimo è basato sui dati della "fotografia di nascita" del progetto d'investimento.
    Nel caso in cui il progetto non sia poi effettivamente realizzato, deve essere comunicata al sistema tale revoca, aggiungendo al corredo informativo del progetto anche questa notizia.
     

    Cooperative di garanzia e consorzi fidi: occorre generare il CUP al momento del versamento, da parte delle C.C.I.A.A., di contributi al fondo rischi per la concessione di garanzie o per l'abbattimento degli interessi dei finanziamenti dati dalle banche alle imprese: la richiesta del codice deve essere fatta dalla C.C.I.A.A..
    Anche per il versamento di integrazioni del fondo va richiesto il CUP, e deve essere utilizzato il collegamento via CUP Master per "collegare" fra loro i successivi versamenti allo stesso fondo.
    Come settore del beneficiario finale indicare "J, INTERMEDIAZIONE MONETARIA E FINANZIARIA", e come gruppo: "671 ATTIVITA' AUSILIARIE DELLA INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA".
    Come settore/sottosettore/categoria d'intervento indicare:
    09 SERVIZI ALLE IMPRESE, 23 SERVIZI DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA,
    001 SERVIZI FINANZIARI PER LE IMPRESE INDUSTRIALI E COMMERCIALI.
     

    Quando un Confidi interviene a favore di una specifica impresa, il progetto di sviluppo si configura come una "concessione di incentivi ad unità produttive" e il CUP va richiesto da Confidi stesso (che può delegare la Camera di Commercio, se entrambi gli enti sono d'accordo).Quindi, in sintesi:
     

    Quindi, in sintesi: i versamenti a fondo rischi vanno registrati, come natura:

    • - "conferimento di capitali" e "altro" quando sono generici,
    • - "concessione di incentivi ad unità produttive" quando sono versamenti finalizzati all'intervento in una singola impresa.


    Nel primo caso la Camera di Commercio chiede un CUP per ogni conferimento al fondo rischi. Nel secondo caso Confidi chiede un CUP per ogni incentivo.

     
    Aziende speciali: le aziende speciali delle C.C.I.A.A. (organismi che non hanno personalità giuridica, non sono iscritte al registro delle imprese e aggiungono il loro riepilogo IVA a quello delle C.C.I.A.A.) operano come Unità Organizzativa della Camera stessa. Quindi, il soggetto responsabile di un progetto gestito da un'azienda speciale è la C.C.I.A.A.: l'azienda speciale sarà comunque tenuta a richiedere il CUP come Unità Organizzativa della Camera stessa.
     

    Iniziativa co-finanziata da più enti pubblici: nel caso che il progetto sia un lavoro pubblico, alla richiesta del codice deve provvedere il soggetto responsabile. Nel caso di incentivi, o formazione o altro, se c'è un'Amministrazione capofila, sarà questa che dovrà chiedere il CUP; altrimenti il codice sarà richiesto dall'Amministrazione che impegna la maggior parte delle risorse.


    Contributi concessi dalle C.C.I.A.A. ad altri enti
    : per stabilire chi deve richiedere il CUP occorre preliminarmente definire, caso per caso, in cosa consiste il progetto d'investimento:

    • 1. Se la Camera di Commercio acquista da un altro ente di natura privatistica un servizio (es. uno studio o una ricerca), il CUP dovrà essere richiesto dalla Camera stessa e il progetto classificato con la natura "realizzazione e acquisto di servizi".
      Esempio: contributo di una C.C.I.A.A. ad un'Associazione di Categoria per la conduzione di uno studio di settore.
    • 2. Se il progetto consiste, ad esempio, nella partecipazione al capitale di un Ente (sempre di natura privatistica) da parte della Camera di Commercio o nel supporto all'attività istituzionale del beneficiario del contributo, il CUP dovrà essere richiesto dalla Camera stessa in quanto soggetto che concede il contributo - delibera CIPE n. 143/2002, punto 1.4 - e il progetto va classificato con la natura "concessione di contributi ad altri soggetti privati (diversi da unità produttive)".
      Esempio: finanziamento da parte di una C.C.I.A.A. di un progetto di promozione del territorio (normalmente fiere o altre manifestazioni per la valorizzazione di prodotti tipici del territorio), ovvero di un progetto di sviluppo economico delle Associazioni di Categoria, gestito direttamente dalle stesse.
    • 3. Se il progetto è costituito dall'intervento realizzato dal soggetto finanziato dalla C.C.I.A.A., il CUP dovrà essere richiesto da tale soggetto: ciò avviene, in particolare, se il soggetto attuatore è un ente pubblico (trattasi, in questo caso, di un mero trasferimento di risorse), ovvero se l'evento in questione è molto rilevante ed è realizzato ricorrendo a diverse fonti pubbliche di finanziamento (con risorse, ad esempio, dell'ente realizzatore e di altri enti, oltre al contributo di cui trattasi).
      Esempio: finanziamento o cofinanziamento da parte di una C.C.I.A.A. di progetti di promozione del territorio organizzati e realizzati dai Comuni (responsabili della richiesta del codice).

    Le Camere possono anche erogare contributi "in conto esercizio" ad Associazioni ed Enti vari, per concorrere alle loro spese di gestione. Nel caso di contributi in conto esercizio, il CUP non deve essere richiesto in quanto non si tratta di progetti d'investimento pubblico.

     

    CUP cumulativo
    Dall'inizio del 2007, si può ricorrere al CUP cumulativo solo nel caso si tratti di concessione di contributi a privati diversi da unità produttive (vedi delibera CIPE 151/2006). La norma prevede anche che non vi siano risorse comunitarie fra le fonti finanziarie del progetto, e che - come in precedenza - l'importo del singolo aiuto sia non superiore ai 50 mila euro e quello del complesso degli aiuti non sia superiore al milione di euro.

    Per le regole relative alla corretta compilazione del campo descrizione in caso di CUP cumulativo si rimanda alla FAQ n.2 della sezione "Come inserire le informazioni relative al progetto nell’applicativo CUP (descrizioni, classificazioni, master, ecc.)".

     

    (1) Per adeguare alla nuova normativa, se necessario, anche i CUP cumulativi generati in precedenza, la Struttura di supporto CUP è a disposizione delle singole Camere di Commercio per concordare le modalità di intervento.


 

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